Ho passato una sera con persone a cui tengo molto, in un posto che amo. A un certo punto mi sono accorto che stavo osservando la scena dall'esterno. Le facce illuminate dalla luce del camino, le risate che si sovrapponevano senza ordine, il calore dell'aria che rendeva tutto più lento, più vicino.
E proprio mentre ero lì, dentro quel momento, mi sono accorto che stavo già cercando di trattenerlo. Come se stessi mentalmente scattando una fotografia. Come se stessi già costruendo il ricordo mentre la scena stava ancora accadendo.
Avevo perfettamente chiaro che quella configurazione precisa fatta di quelle persone, quella luce, e quel tempo, non si sarebbe mai più ripetuta nello stesso modo.
Arriva un momento, quando viviamo qualcosa di bello, in cui iniziamo a ricordarlo mentre sta ancora succedendo. Non è distrazione. È il contrario. È un eccesso di presenza. L'Euforia Malinconica è una forma di ipersensibilità al tempo che scorre. Una lucidità improvvisa che incrina il presente nel momento stesso in cui lo rende più intenso.
Non possiamo proteggerci da questa consapevolezza. Arriva senza preavviso e si deposita sulle cose come un velo sottile. E così smarriamo il qui e ora proprio mentre lo stiamo vivendo al massimo. Sapendo, con una precisione quasi dolorosa, di aver attraversato qualcosa di prezioso.